2015, un breve bilancio

I miei sinceri auguri per il nuovo anno sono un’ occasione per tracciare un breve bilancio 2015 dall’assessorato alla Cultura.

Musei, teatri e biblioteche efficienti sono indice di un buon funzionamento di una città e di una sua buona qualità di vita.

Nonostante i tagli continui dallo Stato centrale, è ancora forte e decisivo il ruolo dei Comuni nello sviluppo culturale dei territori – come più volte riconosciuto dallo stesso Ministro Franceschini – , ed enormi sono infatti gli investimenti e i costi che l’ente pubblico sostiene per garantire i servizi culturali che si traducono anche in “prodotti” come spettacoli lirici e teatrali, concerti, mostre ed eventi.

Partendo da queste considerazioni, tre sono le linee guida sulle quali ho impostato il lavoro dell’Assessorato di cui ho la delega:

il lavoro di rete con e per una visone a 360° che permette di anticipare i temi della contemporaneità

Le politiche culturali non possono prescindere dai temi e dai problemi della contemporaneità. Anzi. Lo sforzo è di cercare di anticiparli, di riflettere sui cambiamenti in atto (anche se creano timori), di provare ad offrire una lettura da più punti di vista, da diverse prospettive per far comprendere, di volta in volta, di progetto in progetto, la complessità delle scelte e i rischi della semplificazione al fine di accrescere il senso critico del cittadino. Un lavoro che richiede rete, collaborazione e confronto con le diverse realtà del territorio, attraverso il coinvolgimento nella costruzione dei progetti delle numerose associazioni ed enti culturali pubblici e privati di cui siamo ricchi; ciascun soggetto è infatti portatore di un proprio punto di vista capace di allargare la visione complessiva.

Il continuo confronto con le esperienze di politica culturale più innovative, italiane ed europee, che osano sperimentare sui temi della partecipazione, in particolare sulla costruzione di progetti che vedono i giovani protagonisti nell’assunzione di responsabilità, quindi soggetti protagonisti oltre che destinatari di formazione e crescita professionale. Questo ci ha permesso di vincere due importanti bandi Cariplo, uno applicato alla lirica e l’altro alle politiche giovanili sul teatro.

La formazione e la costruzione di nuove professionalità – stimolo alla crescita delle imprese culturali e creative

Attorno ad ogni spettacolo di teatro, sia esso di prosa o di lirica, ruotano non solo gli artisti, i cantanti, gli attori o i registi, ma tantissimi professionisti di palcoscenico, dai tecnici del suono e delle luci, agli elettricisti, ai falegnami che preparano le scenografie, alle sarte e ai costumisti. Su queste professionalità altre, spesso non conosciute, abbiamo costruito progetti di formazione al fine di valorizzare la complessità del lavoro teatrale.

E’ anche questo intreccio tra aspetti artistici, professionali, imprese culturali e creative che può far crescere il territorio e la sua economia e la qualità progettuale può rappresentare una leva per lo sviluppo del territorio.

La grande sfida che ora ci attende è rafforzare l’identità culturale  della nostra città, affinché sia percepita prima di tutto dal cittadino, e poi dai cittadini italiani, europei e del mondo. La nostra Bergamo deve diventare fonte di una nuova attrattività per un turista in cerca di un’esperienza alternativa ed originale di bellezza.