‘Arte per legittima difesa’, alla GAMeC la personale di Fabio Mauri

La mostra che la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea dedica a Fabio Mauri – maestro della Nuova Avanguardia Italiana – è una proposta culturale di grande respiro che porta in città quell’Arte capace di leggere la storia e di restituirla con un linguaggio universale.

Con ben 200 lavori esposti nelle sue sale, la mostra apre oggi al visitatore uno straordinario percorso alla scoperta di Mauri, non solo artista ma intellettuale capace di interpretare i grandi temi che hanno segnato il secolo scorso ed oggi ancora drammaticamente attuali. La libertà d’espressione, la discriminazione razziale, l’ambiguità del potere politico e la violenza di quello militare sono solo alcuni dei temi con i quali Mauri si è confrontato, realizzando opere di grande impatto emotivo che hanno saputo dare nuovi sguardi agli eventi storici.

Un percorso di di grande interesse che racconta il lavoro dell’artista, mai fine solo a se stesso, ma sempre frutto di un intreccio tra ricerca artistica e impegno civile.

L’attenzione che Mauri ha sempre dedicato alla Storia, quella Storia da lui spesso definita  “stupida” nei suoi controsensi, e il suo desiderio di interpretarla ci hanno lasciato lavori tra i più significativi del Novecento.

La mostra presenta Le grandi carte (1994), opere fotografiche di grande formato che sintetizzano alcuni tra i lavori più famosi della produzione dell’artista, e costituiscono quindi una memoria narrata di tutto il suo lavoro. Tra queste, le carte raffiguranti la performance storica Ebrea (1971), sul tema della discriminazione razziale e sulla memoria dei campi di concentramento, o Muro Occidentale o del Pianto (1993), emblema della divisione del mondo, dell’esilio, della fuga, dell’esodo forzato. Indimenticabile fu quest’opera nell’allestimento realizzato in occasione del Giorno della Memoria del 2005 in un Teatro Sociale ancora consumato e spoglio prima della sua ristrutturazione: le valigie ordinatamente riposte una sopra l’altra sottolineano un viaggio senza ritorno, raccontando storie di allontanamento, discriminazione e intolleranza.

Quel muro che oggi, su nuove tragedie ed emergenze umanitarie, continua ad interrogarci.

Fabio Mauri, Arte per Legittima difesa