Identità lombarda, tra paure, storia e futuro.

L’identità della Lombardia non è un concetto monolitico, ma plurale e sfaccettato: è una regione aperta al mondo e la sua identità è un modello di coesione che si basa su valori e progettualità condivise.

Su questo abbiamo riflettuto ieri a Milano nell’incontro pubblico “L’identità lombarda- una storia aperta al mondo” a cui ho partecipato con Stefano Rolando e, tra gli altri, Filippo Del Corno (assessore alla Cultura di Milano), Chiara Cremonesi (consigliere regionale SEL), Paola Bocci (Presidente commissione Cultura Comune di Milano).

Mentre la Lega fa leva sulla paura usando toni e parole che soffiano sul pericoloso fuoco del razzismo, è necessario riflettere su come le migrazioni siano una componente integrante e dinamica dello sviluppo: vanno governate e regolamentate, non ha senso promettere di bloccarle.

Storicamente la forza della Lombardia è stata l’essere terra di passaggio e il suo destino economico risiede in una maggior collaborazione con l’Europa: la Lombardia deve rimanere regione aperta, richiamare le eccellenza del mondo come ha sempre fatto, permettere scambi e arricchimenti culturali. Dobbiamo lavorare contro la cultura delle paure e degli stereotipi.