“Stanze per stranieri”, Sindelfingen e Bergamo unite dalla cultura

L’Amministrazione di Bergamo ha presentato con piacere questo progetto espositivo, occasione straordinaria per un confronto internazionale in ambito culturale con la Städtische Galerie di Sindelfingen, che ha dato avvio e prodotto la mostra, dal 28 ottobre negli spazi di porta Sant’Agostino.

La galleria civica d’arte tedesca, le cui politiche espositive sono caratterizzate da qualificate interazioni con paesi differenti all’insegna dei linguaggi artistici contemporanei, presenta in anteprima una versione più articolata della mostra, che sarà ospitata a Bergamo.

L’idea nasce dal più che decennale rapporto che sono stati capaci di tessere, tra loro e all’esterno, i tre artisti invitati: Domenico Pievani, attivo a Bergamo sin dagli anni Settanta, Jochen Fischer, docente di arti plastiche a Francoforte, e Susanne Windelen, berlinese di adozione ma docente di scultura a Stoccarda, hanno fatto dello scambio interculturale un elemento significativo del loro lavoro.

Il titolo stesso, Stanze per stranieri, evocando gli alloggi in affitto di antica memoria destinati alle persone provenienti da altri Paesi, nasconde la natura molteplice della mostra.

Il tema dell’ospitalità e dell’accoglienza – che oggi costituisce uno spunto di riflessione che non può essere dimenticato nella società contemporanea segnata da continui flussi migranti – è presente nell’attività degli artisti, che hanno sempre lavorato nel solco del confronto reciproco sia in ambito espositivo che educativo. Questa dimensione di collaborazione è una vera e propria filosofia, perseguita fin dagli esordi delle loro carriere e che ritroveremo a Bergamo: in sintonia con il curatore italiano Enrico De Pascale, i tre artisti dialogheranno tra loro per scegliere le opere più appropriate e creare un percorso che si adatti alle dimensioni e alle caratteristiche architettoniche di Porta Sant’Agostino.

Le opere scelte, prevalentemente installazioni, instaurano una relazione con lo spazio circostante e sono a loro volta “stanze” da abitare, luoghi segnati da oggetti della realtà quotidiana che, stravolti i loro usi abituali, portano con sé una memoria. Eppure, nonostante questi punti di contatto, le tre poetiche artistiche hanno tutte una loro specificità: la pluralità dei loro linguaggi trova allora un punto in comune proprio nella mostra, che si fa incontro tra culture diverse in luoghi diversi.

Ma anche i luoghi diversi, Sindelfingen e Bergamo, ad uno primo sguardo così lontane, presentano tratti in comune. Entrambe con una significativa storia industriale e produttiva, presente e passata, negli ultimi anni sono state capaci di superare le loro inclinazioni originarie in favore di una vocazione culturale sempre più vivace. Ed è proprio in nome di un’alleanza culturale che le due città hanno deciso di incontrarsi in una progettualità comune, portando avanti uno scambio artistico e umano nel quale l’arte diventa linguaggio universale a tutti comprensibile.