Un Ministro che viene dalla moda (ma – pare – con buoni propositi)

Il nuovo Ministro della Cultura, Alberto Bonisoli, è direttore della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Scuola privata, affermata e costosa,  dal nome altisonante ma che non ha nulla a che vedere con le Accademie di Belle Arti comunemente intese (quella di Brera o la ‘nostra’ Carrara per intenderci): si occupa infatti di corsi di moda, design, grafica e comunicazione.

Al Ministero però dovrà occuparsi del patrimonio (immenso) del Paese, della sua tutela e conservazione e di far funzionare al meglio le Sovrintendenze, le biblioteche, i teatri e il turismo.

Ha affermato di voler aumentare all’ 1% del PIL gli investimenti in cultura, di potenziare la digitalizzazione del patrimonio e di portare la cultura diffusa nelle periferie. Sono buoni propositi che spero mantenga con l’obiettivo di dare piena attuazione alla Costituzione e alla convenzione di Faro, promuovendo la più ampia partecipazione dei cittadini alla vita culturale.

Mi auguro inoltre che il neo Ministro abbia ben presente il  ruolo attivo dei Comuni nella cultura e che avvii una concreta collaborazione tra Mibact e Enti Locali: una gran parte del patrimonio pubblico è infatti di proprietà dei Comuni, che molto investono non solo nella sua sua conservazione ma anche nella programmazione culturale delle città.